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Le rondini tornano in Italia e ci danno speranza. La lettera di Brunello Cucinelli

Chi manda le rondini? Quasi sempre, quando mi trovo
fuori per lavoro, durante i primi giorni di marzo
,
telefono a casa, e chiedo se le rondini sono tornate a Solomeo. Lo
chiedo per due ragioni: perché le ho amate fin da piccolo, e
perché a volte, ho sentito dire, in alcuni paesi non tornano;
magari non ci si trovano più bene, e questo mi dà un poco di
timore.

Così anche in questi tempi già da qualche giorno avevo
cominciato advert aspettarle, perché ci puoi rimettere l’orologio:
quando è verso il quindici di marzo eccole di nuovo, con il loro
gioioso garrire e armonioso volteggiare. E infatti ieri,
d’improvviso, sono arrivate.
Mentre ero già seduto
nello studio dell’antico castello, a tu per tu con i miei
pensieri mattutini, le vedo, già in pieno fervore per la caccia
agli insetti, andare e venire laboriose di sotto le gronde del
tetto, dove le accolgo come uno dei doni più belli del Creato.
Ogni anno mi rallegro delle rondini, ma in questi momenti
un po’ meno facili mi è sembrato di vedere in loro il simbolo
della rinascita.

Qualche giorno fa pensavo a noi tutti come a dei naviganti. Mi
piace questa immagine, perché così vedeva Dante gli uomini che
attraversano la vita. In questi momenti percepiamo ancor di
più la nostra natura di marinai
, che come Ulisse si
legano all’albero se c’è tempesta, e come Cristoforo Colombo
scrutano l’orizzonte alla ricerca dei primi uccelli, divini
messaggeri della madre terra.

Ogni bravo navigante sa che una barca più leggera si governa
più facilmente; oggi, seguendo le regole di chi ha la
responsabilità della nostra salute, ci siamo alleggeriti di tante
piccole consuetudini che magari credevamo indispensabili advert un
lieto vivere. Però quanto è sorprendente accorgersi che in
fondo ci sentiamo più lievi, in famiglia, tra noi, una vita
d’altri tempi armoniosi. Mi piacerebbe che tutti imparassimo a
vedere anche nelle cose dolorose quel tanto di gioia che
c’è.

Nella sofferenza di oggi vi è anche il bene della
reazione morale che ci renderà migliori
, e può darsi
che domani, quando il ricordo scivolerà by way of insieme alla
sofferenza, ripensando a questi giorni, rifletteremo, con
Aristotele, che anche le calamità hanno un’anima e possono
divenire maestre di vita saggia.

Amabilissimi amici naviganti, che insieme a me avete visto
nascere ed animate ogni giorno con il vostro temperamento geniale
la bella realtà della nostra impresa, mi piacerebbe che riusciste
a governare la barra del vostro vascello, proprio come io da
ragazzetto riuscivo a tener diritta la stegola dell’aratro, con
mio padre che felice ammirava quei solchi dritti, incantato dalla
loro bellezza.

Mi piacerebbe che riconoscendo la verità dei provvedimenti
prescritti dai nostri stimatissimi responsabili dell’attuale
crisi, persone di Scienza, di Governo, Strutture Sanitarie, li
osservaste con disciplina paziente. Mi piacerebbe che foste
consapevoli ma non apprensivi; vorrei che in voi la certezza del
ritorno alla vita di sempre fosse viva.

Ci sono stati, in ogni parte del mondo, tempi e accadimenti ben
più penosi di quelli attuali; però sono tutti trascorsi.
Passano le grigie nuvole e lasciano al cielo, di nuovo
libero, lo spazio per accogliere le rondini; e vedete, noi non
sappiamo chi le mandi, ma eccole, le rondini sono già
arrivate.

Leggete anche la
lettera di Angelica Cheung dalla Cina che sta sconfiggendo il
coronavirus

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